S. Teodoro

37 chilometri di litorale che si rincorrono fra scogliere granitiche di rara bellezza e morbidi arenili di fine sabbia bianchissima.

San Teodoro e le sue spiagge offrono esperienze che vanno dal semplice caldo abbraccio del sole cullati dalla brezza marina, al puro divertimento del kite surf, dalle escursioni alla riscoperta di sentieri per il birdwatching delle numerose specie di uccelli acquatici stanziali, sino all’incanto indimenticabile di un’alba in riva al mare.

Da visitare


Laguna di San Teodoro
Indubbiamente una delle attrazioni più interessanti del territorio è la Laguna di San Teodoro, che si estende per circa 3 km e mezzo, caratterizzata da un fondale basso e da una varietà ampia di specie marine come il muggine dorato, la spigola, l’anguilla e i cefali. Il luogo risulta particolarmente adatto per il birdwatching in quanto presenta una grande quantità di volatili come l’airone, il gabbiano reale, il corriere, il martin pescatore ed altri ancora. In questi luoghi è possibile anche trovare delle colonie di fenicotteri rosa. Fa da contorno alla laguna un'ampia varietà di macchia mediterranea fatta di lentischi, mirti, rosmarini, ginepri, ed altre ancora.

Monte Nieddu
Il Monte Nieddu (monte nero) è sicuramente una meta obbligata per gli amanti delle escursioni. Il massiccio granitico raggiunge quasi i 1000 metri con Punta Magghjori, ed in passato era caratterizzato dalla presenza di foreste di lecci secolari, ginepri ed altre piante tipiche del mediterraneo che, prima dell’imponente azione di disboscamento avvenuta nell’isola ad opera del governo sabaudo alla fine del XIX secolo, costituivano veri e propri boschi.
Una fauna molto varia popola il massiccio: è possibile infatti trovare cinghiali, martore, gatti selvatici, il falco pellegrino e l’aquila reale. Sono diversi anche i corsi d’acqua di piccole dimensioni che oltre a formare delle piccole piscine creano anche delle cascate molto suggestive.

Museo della Civiltà del Mare
All’interno del Museo è possibile rivivere parte della storia di San Teodoro attraverso i reperti rinvenuti nel centro della località e nei fondali marini circostanti. Gli oggetti rinvenuti coprono un periodo storico che val dal 350 a.C. fino al Medioevo, quando San Teodoro era una delle vie principali per gli scambi commerciali tra i porti del Tirreno e la Sardegna; tra questi, ad esempio, diversi contenitori per il trasporto di vino, cereali, olio, etc. Alcuni reperti testimoniano anche la probabile presenza di mercanti e pirati arabi, in particolare nella zona compresa tra Capo coda Cavallo e l’isola di Molara.

Area Marina Protetta di Tavolara
Nel 1997 il Ministero dell’Ambiente ha istituito l’Area Marina Protetta “Tavolara-Punta Capo Coda Cavallo” considerato uno dei siti più importanti del Mediterraneo. La tutela di questo paradiso fa si che sia vietata la navigazione libera, la pesca, la caccia e più in generale le attività subacquee a contatto con il fondale marino. L’area è divisa in 3 diverse zone, ciascuna della quali con limiti e divieti diversi. In alcune parti è vietata anche la balneazione, mentre nei tratti ad elevato interesse naturalistico è possibile effettuare delle immersioni guidate presso i diving center specializzati.
Ci sono comunque anche tratti dove è consentita la libera balneazione a la pratica dello snorkeling.